Il Diagramma 3×7

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Il diagramma 3×7, un vero e proprio “mandala” dei Tarocchi, è probabilmente la più importante scoperta degli studiosi sulla strada della decifrazione del significato profondo di questo antico sapere. Lo schema, che trae la sua origine dall’osservazione fondamentale che Le Mat, arcano senza numero, costituisce un insieme a sè stante, si offre come la chiave interpretativa capace di svelare connessioni tra le carte che, a un livello più elevato, ci illuminano sul significato più generale (filosofico) del sistema dei Tarocchi, a uno più “pratico” determina le leggi che gli arcani stessi veicolano per consentire a chi li consulta e li studia di interpretarne il linguaggio. Siamo di fronte a una “macchina metafisica”, quasi un antico calcolatore antenato dei moderni computer, dalla costruzione talmente complessa e sofisticata da essere senza dubbio frutto di una conoscenza collettiva di origine superiore e, a oggi, sconosciuta: si può dire che, nonostante la grandezza delle menti che vi si sono applicate e tuttora vi si applicano, siamo a una percentuale ancora davvero minima di comprensione del tutto. Per fare solo un esempio, consideriamo il primo e l’ultimo degli
Arcani numerati, Bateleur (I) e Le Monde (XXI). Il primo, l’apprendista, ha davanti a se sul tavolo gli oggetti che rappresentano gli elementi della natura che egli sta imparando a comprendere e utilizzare: delle piccole monete che rappresentano la terra, dei recipienti contenenti liquido (acqua), la bacchetta che tiene in mano (il fuoco), dei coltelli/lame, che rappresentano l’aria. Egli raccoglie e familiarizza con le materie prime, in questa fase inanimate (sono oggetti). Nell’Arcano XXI tali elementi si animano, diventano degli esseri viventi e circondano la misteriosa donna che danza al centro della carta: il toro/bue (terra), l’Angelo (acqua), il Leone (fuoco), l’aquila (aria). In questa mutazione dello stato, da inanimato a animato, in questa sublimazione della loro essenza, è rappresentato il percorso evolutivo dei Tarocchi, la progressiva presa di coscienza dell’iniziato da principiante, appunto, a essere che, percorsa la strada di formazione e sapere, è pronto per varcare quella porta che Le Monde rappresenta verso uno stato di coscienza ancora superiore. Questo per quello che riguarda l’aspetto “filosofico”, come s’è detto. Come “regola pratica” da desumere e utilizzare invece per la lettura, siamo di fronte alla cosiddetta legge della polarità: gli Arcani posti agli estremi di una fila o colonna (come i due esaminati appunto), sono sempre portatori di significati speciali connessi tra loro e che vanno messi in relazione e confrontati perché certamente importanti per la lettura che si sta in quel momento affrontando.
Per contatti e info sulle letture: max.arcanonove@gmail.com

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Il metodo di lettura utilizzato su questa pagina è radicalmente diverso dagli approcci consueti e più diffusi nella cartomanzia tradizionale; gli innumerevoli tipi proposti dai vari manuali, per esempio la “croce semplice” o la “croce celtica”, tra i più noti, tutti a numero di carte prefissato, si basano fondamentalmente sull’analisi incrociata tra il valore archetipico degli arcani e la loro posizione nello schema di lettura (“a favore”, “contro”, “ambiente” ecc ecc); le letture che ne escono sono molto “rigide”, le carte non hanno vera interazione tra loro, e la loro efficacia si deve di fatto alle doti specifiche del cartomante, alla sua intuizione, empatia, se non addirittura a facoltà paranormali… Un tarologo in senso moderno, invece, non possiede “poteri”, ma deve la sua conoscenza allo studio e all’applicazione, appunto, delle leggi del cosiddetto “Metodo Tradizionale”. Esso intanto non ha un numero di carte stabilito a priori, si parte da 3 fino a utilizzare tutti e 22 gli arcani (minori a parte), e l’aggiunta delle stesse avviene in base a due leggi fondamentali e importantissime, la “legge dello sguardo” e quella “dell’opportunità” (o “carta soluzione”). Senza entrare qui nello specifico, le letture scaturiscono dinamiche e ricche di sfumature e gli arcani/personaggi davvero “parlano” tra loro per condurre a una soluzione soddisfacente del dilemma posto. Essenziale in una lettura così fatta è poi il dialogo costante tra tarologo e consultante: è un’interazione di domande e risposte necessaria per individuare, tra le decine di significati di un singolo arcano, quelli più pertinenti alla situazione in analisi. Ci sono dispute sull’origine di tale metodo; il primo a utilizzarlo fu il grande studioso francese Philippe Camoin, che lo ritiene frutto del suo ingegno (https://it.camoin.com/tarot/-Metodo-lettura-Tarocchi-Camoin-.html); in Italia è diffuso dall’Accademia dei Tarocchi (http://tarocchi.me/), l’associazione presso la quale chi scrive studia, che invece propende per l’antichità di tale metodo, frutto di un sapere tradizionale che, rimasto nascosto nei secoli a opera di iniziati, è ora tornato ora alla luce grazie al messaggio tramandato,in forma occulta, dagli stessi Tarocchi.esempio