La Ruota di Fortuna

Una carta che amo particolarmente è la Ruota di Fortuna. Ne esistono, come per tutti gli Arcani, infinite versioni, a partire da quelle dei mazzi storici (Rider Waite, Crowley, Wirth…) fino alle più particolari: Tarocchi dei gatti, delle Streghe, Yoga, provocanti e così via (qualche esempio qui sotto).

I significati più comuni associati alla Ruota sono: gli alti e bassi del destino, cambiamento, gestione della propria realtà, blocco da superare, viaggio per mare… Jodorowski parla di chiusura di un vecchio o apertura di un nuovo ciclo a seconda della posizione nel tiraggio. E’ anche una rappresentazione del Tarocco stesso, inteso come macchina metafisica o arte mantica. Ovviamente la mia versione di riferimento è quella dei Tarocchi di Marsiglia, che ha un particolare rivelatore:

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la manovella che fa girare la ruota “esce” dall’immagine; possiamo aggiungere una carta sulla destra per capire quale energia o fattore sia in grado di rimettere il movimento il meccanismo i il destino (nella successione dei Maggiori, infatti, la carta successiva è la Forza). Per una panoramica completa sulla Ruota di Fortuna potete fare riferimento al sito della Scuola TDM al link qui sotto

https://www.tarocchi.blog/significato-tarocchi-la-ruota-di-fortuna/?wpam_id=35

Per informazioni sulle letture, contattatemi all’indirizzo e.mail: max.arcanonove@gmail.com

 

 

I Tarocchi del Mondo

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Cari consultanti, pubblico nuovamente qui sotto un articolo di alcuni anni fa su un particolare metodo di lettura, “I Tarocchi del Mondo”, presentato da Jodorowski nel suo celebre libro “La via dei Tarocchi”. Alle prime 5 persone che scriveranno al mio indirizzo mail  offro la possibilità di riceverete gratuitamente una lettura con questo metodo (una sorta di “check up tarologico”). Serve solamente scrivermi 5 numeri, il primo compreso tra 1 e 22, gli altri compresi tra 1 e 14, specificare se siete uomini o donne, e vi manderò una mail dove tenterò di tracciare un profilo del momento nel quale vi trovate, l’arcano che vi rappresenta ora, gli elementi vitali che state trascurando o valorizzando in questa fase della vostra vita. L’indirizzo di contatto è: max.arcanonove@gmail.com. A presto,

 

La carta XXI, Le Monde, è il grado più elevato dei Tarocchi, l’ultimo degli Arcani Maggiori, dunque l’espressione di massima realizzazione dell’intero sistema. Jodorowski la definisce “specchio e chiave di orientamento del Tarot”. Vi è rappresentata, al centro di un ovale (“mandorla”) fatto di foglie azzurre, una donna nuda che danza. Ai quattro angoli, quattro figure ricordano la visione di Ezechiele: un angelo, un bue/cavallo, un leone, un’aquila. In queste figure è rappresentata la “croce fissa” dello Zodiaco, Acquario, Toro, Leone e Scorpione (l’aquila) che, semplificando, rimanda ai quattro elementi costitutivi del nostro mondo: acqua, terra, fuoco e aria.

croce fissa

Secondo il principio del “come in alto così in basso”, nei tarocchi ciascuno di questi elementi corrisponde alle quattro energie o parti che costituiscono l’essere umano: il “corpo” emozionale (acqua), quello fisico-materiale (terra), quello energetico-sessuale (fuoco), quello mentale (aria). Tutte le maggiori tradizioni esoterico- religiose associano poi a questi un Quinto elemento : nei Tarocchi, incentrati sul Dualismo, ossia su una filosofia che divide l’unità dell’Universo in due essenze, una terrestre e una celeste “se i quattro elementi sono la parte inferiore della natura, il quinto elemento costituisce la parte superiore e celeste… l’Anima. (C. Bozzelli, Il Codice dei Tarocchi, 2012, p. 91-94). La donna al centro della carta rappresenta appunto graficamente tanto l’Anima quanto il Cosmo. Jodorowski basandosi sulla disposizione dei vari elementi nell’Arcano XXI propone un’interessante lettura a schema fisso (“I Tarocchi del Mondo” in “La Via dei Tarocchi”, 2012, p. 527), con una carta al centro che identifica il consultante e le quattro carte agli angoli che, nell’ordine di cui si è detto, rappresentano i quatto elementi dell’essere umano. Tale lettura non risponde a una domanda, ma può focalizzare il rapporto che il consultante ha, in un dato momento della propria vita, con questi differenti aspetti del proprio essere, quale sta privilegiando o anteponendo rispetto agli altri, quale sta trascurando e così via. In questo schema possono essere usati sia solamente gli Arcani Maggiori che, in alternativa e forse più propriamente, un Arcano Maggiore al centro e quattro minori agli estremi.

 

 

I Tarocchi di Marsiglia

Basta dare un’occhiata alla vetrina di un negozio specializzato per rendersi conto di quanti mazzi di Tarocchi esistano al mondo. Molti hanno la loro ragione di essere solo per motivi commerciali o di curiosità e sono delle libere reinterpretazioni degli Arcani secondo temi specifici: Tarocchi delle Fate, dei fumetti, del Kamasutra, dei gatti ecc ecc; divertenti ma davvero nulla di più. Esistono poi i mazzi creati dai grandi esoteristi e studiosi del passato, come Rider Waite (forse il più famoso e diffuso), Paul Marteau, Wirth, Crowley… A differenza dei Tarocchi commerciali prima citati, questi sono ovviamente il frutto di eccellenza del sapere e delle convinzioni dei loro creatori, ma proprio qui sta, in un certo senso, il loro limite; convinti dall’alto della propria sapienza che il “Tarot” (questo il nome corretto) fosse uno strumento perfettibile, lo hanno modificato e riadattato secondo le loro conoscenze e idee, inserendo o evidenziando di volta in volta elementi di cabala, religione egizia, astrologia… questi sono sì tutti componenti più o meno nascosti degli Arcani, ma nessuno in particolare può caratterizzare in modo univoco i Tarocchi, che hanno proprio nella multiforme ricchezza culturale dei riferimenti a correnti di sapere esoterico e tradizionale antiche la loro caratteristica fondante. Dunque queste rielaborazioni, per quanto acute e per certi versi illuminanti, hanno portato a mazzi anche assai distanti dall’originale, su tutti gli esempi di Crowley

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o Rider Waite, che ha letteralmente reinventato gli Arcani Minori, esplicitando i loro significati nascosti (o quelli che lui riteneva tali) in vere e proprie immagini animate

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Ma qual è il mazzo “originale” dei Tarocchi? Oramai la maggior parte degli studiosi è d’accordo nel considerare il “Tarot de Marseille”, il Tarocco di Marsiglia, l’autentico depositario del sapere trasmesso dagli antichi creatori, quello dove la simbologia esoterica, i codici segreti, in una parola, la “struttura cifrata”, è la più completa e coerente con il messaggio trasmesso dagli stessi Arcani. I mazzi più datati che conosciamo sono della seconda metà del Seicento circa, ma le caratteristiche comuni dimostrano l’esistenza di esemplari più antichi dei quali non abbiamo traccia. Quella dei cartai era una vera e propria corporazione con tanto di permesso regio e presumibilmente all’interno di tale cerchia si tramandavano, con risultati altalenanti a seconda del valore dello stampatore, i segreti noti soltanto agli iniziati. Il mazzo più accurato e completo è quello di Nicolas Conver del 1760 e non a caso è quello che Philippe Camoin e Alejandro Jodorowski hanno preso a modello principale per il celebre e monumentale restauro dei Tarocchi di Marsiglia che è alla base di tutti i moderni mazzi. Attraverso un immenso, filologico lavoro di comparazione anche con altri mazzi, sono così stati recuperati tutti, o quasi, i codici segreti contenuti nei singoli Arcani, svelando elementi che il tempo aveva cancellato, si erano persi per l’usura degli stampi e dei colori o semplicemente per le scelte dei vari stampatori. Ricordiamoci che nei Tarocchi, che si esprimono attraverso un linguaggio ottico, cioè per immagini, nulla è lasciato al caso, e dietro ogni dettaglio, cartiglio o colore si cela un preciso messaggio iniziatico e esoterico. Qui sotto alcuni esempi del mazzo di Conver, come è arrivato fino a noi, comparati con la versione restaurata di Camoin/Jodorowski.

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Un tiraggio secondo i più recenti principi della Tarologia e del Metodo Tradizionale è possibile solo attraverso il Tarot di Marsiglia così restaurato: chi volesse provare la lettura, può contattarmi all’indirizzo e.mail max.arcanonove@gmail.com

Breve bibliografia

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La manualistica sui Tarocchi, sui loro significati e il loro uso è sconfinata; basta andare in una qualsiasi libreria medio grande per trovare numerosi testi che trattano l’argomento. Ovviamente c’è molta ridondanza e tanto materiale decisamente suprefluo o non all’altezza; l’importante non è leggere quanti più libri sui Tarocchi, ma “quelli giusti”: la personale convinzione di chi scrive, poi, è che sia necessario, una volta letto qualcosa per cominciare a farsi un’idea sull’argomento, il confronto con un maestro che, con vive parole, ci accompagni sulla strada che abbiamo deciso di percorrere. Nei libri c’è molto, ma non c’è tutto, e un corso, purché fatto da qualcuno competente e serio, è il passo necessario da compiere per chi è davvero interessato. Ci sono testi storici dei quali non è questa la sede adatta per parlarne; gli scritti di Eliphas Levi, di Papus, di Rider Waite, più tardi di Paul Marteau o Joseph Maxwell, sono capisaldi della tarologia, ma sono anche libri difficili, ostici, dove i tarocchi vengono inseriti in discorsi esoterici di vasto respiro e che francamente credo che respingerebbero il neofita. Tutto sommato, è meglio rimandare il confronto con queste “eminenze grige” a un secondo momento, quando già si è cominciato a padroneggiare un po’ la materia e si ha desiderio di inquadrare il tutto in un discorso storico di più ampia portata. Personalmente tra questi classici il più attuale credo ancora che sia “I Tarocchi” di Oswald Wirth: anche qui siamo di fronte a un’opera enorme ardua da affrontare, ma molti spunti e riflessioni credo che siano tuttora davvero validi, sapendo filtrare un po’ la mole di informazioni che l’autore riversa nel libro. Il mio ingresso nel mondo degli Arcani, dietro consiglio della titolare di una libreria esoterica, è stato con “Il linguaggio segreto dei Tarocchi” di Laura Tuan: siamo certamente nell’ambito di una “cartomanzia” di impostazione tradizionale, ma la grande competenza dell’autrice è utile per cominciare a capire davvero la struttura e la composizione del mazzo, i significati principali delle carte, le connessioni tra Tarocchi, numerologia, astrologia ecc. Le Edizioni Mediterranee hanno pubblicato molto materiale sulle carte, e sfogliare testi come “La Magia dei Tarocchi” di Donato Piantanida offre sempre l’occasione di imbattersi in nozioni interessanti e utili: se posso dare un consiglio, più che intestardisi a assimilare dalla prima all’ultima pagina questi manuali, è meglio leggere le introduzioni, le parti di carattere generale, e poi consultando l’indice tornare di tanto in tanto sui testi per affrontare separatamente e non in ordine gli argomenti proposti. Ma, come dicevo, ci si può perdere nel mare della manualsitica dedicata, così voglio ora citare l’opera che, a me come a molti altri, ha cambiato radicalmente la visione su questo affascinante mondo: La Via dei Tarocchi di Alejandro Jodorowski. E’ davvero un libro monumentale che, partendo dalla personale, ricchissima esperienza dell’autore, ci introduce in tutti gli aspetti fondamentali del Tarot: i vari mazzi, la struttura, l’eccezionale sezione dedicata alla numerologia, il significato di ciascun arcano, gli esempi di possibili approcci di lettura… d’altronde la moderna tarologia ha origine dal lavoro di restauro che lui e Philippe Camoin hanno compiuto sul mazzo settecentesco di Nicolas Conver, dunque è questo, secondo me, l’obbigatorio punto di partenza. Soprattutto nella minuziosa analisi di ciascuna carta si comprende il corretto punto di vista che è necessario avere nel addentrarsi veramente in questa materia: i Tarocchi sono essi stessi un libro, un linguaggio che ci parla attraverso i disegni, i colori, i più piccoli particolari grafici e a questi dobbiamo fare attenzione per cominciare a comprenderne il significato e il messaggio. Anche qui la cautela è un consiglio da dare; la debordante e vulcanica personalità di Jodorowski può confondere e intimorire il lettore: piccole dosi, magari una lettura da fare non nell’ordine proposto dal libro ma per gruppi di argomenti potrebbe essere un buon modo di affronare la massa di informazioni senza venirne travolti! Ovviamente, in quanto frequentatore dei suoi corsi, devo, e con grande rispetto e piacere, citare le opere di Carlo Bozzelli, che sono davvero lo stato dell’arte sui Tarocchi al momento. “Il Codice dei Tarocchi” è, come nel caso di Jodorowski, un’opera che allo stesso tempo introduce e approfondisce e sprattutto rivoluziona l’approccio tradizionalmente utilizzato nell’affronatare le carte: per capire dove sta andando la tarologia nella sua più ampia valenza di “scienza umana” è una lettura fondamentale. Il suo secondo libro, “I Tarocchi. Il Vangelo Segreto” è invece un’opera di più intenso approfondimento esoterico e filosofico, la cui lettura consiglio in uno stadio di consapevolezza già più avanzato, proprio per coglierne l’immensa portata. E tutto questo, in attesa che l’iniziatore della moderna tarologia, Philippe Camoin, decida finalmente di affidare le sue intuizioni e i suoi studi a quel libro organico e compiuto che da tempo tutti noi appassionati stiamo attendendo….

per info e letture: max.arcanonove@gmail.com

Maison Dieu

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Una lettura fatta di recente mi spinge a fare qualche riflessione sul sedicesimo arcano maggiore dei Tarocchi, Maison Dieu, Casa Dio. E’ una carta, conosciuta ai più come Torre, che viene sempre accolta con una certa apprensione dai consultanti, perché la nomea che accompagna tradizionalmente questo arcano non è certo positiva. Si vedano le seguenti immagini, alcune tratte da mazzi molto famosi, come Rider Waite, Wirth, Crowley

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In generale, l’idea alla quale rimandano, il tratto comune, è il concetto di crollo, distruzione, disgrazia o superbia punita, tutti collegati all’associazione con la biblica torre di Babele. Tutto ciò è fuorviante, nei Tarocchi di Marsiglia correttamente interpretati nulla fa pensare a questo. Intanto il nome stesso della carta, che contiene la parola “Dio”: può avere una valenza negativa un rimando alla divinità? Al padre? “Casa Dio” è un luogo di accoglienza, dove sentirsi protetti, non minacciati. La costruzione è integra, la sommità è sfiorata e sollevata dallo sbuffo colorato: è un’apertura, non un crollo. Jodorowski parla di “qualcosa che stava rinchiuso esce all’esterno”. Le monete colorate che piovono dal cielo indicano abbondanza (i mezzi che ci sono messi a disposizione per realizzare un progetto). I mattoni color carne parlano del corpo fisico, la connotazione fallica dell’immagine è connessa alla fertilità; i personaggi sembrano danzare, fare capriole di gioia, più che cadere dall’alto. Da qui una serie di “parole chiave” di valenza completamente diversa dalla negatività, dura a morire, che la carta si porta dietro: gioia, abbondanza (anche economica), opportunità, progetti, utilizzare il proprio talento, la casa (del padre), una costruzione, un tempio, la convivenza, la famiglia, un feto in arrivo, il gioco, la danza…

Ovviamente la carta a rovescio va interpretata in un senso più vicino a quello tradizionale, come orgoglio punito, rifiuto di Dio e dell’abbondanza, crollo o bancarotta, ma insomma, quando questo arcano esce in una lettura al dritto o in soluzione o in chiusura del consulto, non può che essere un segnale o un consiglio costruttivo del quale il consultante deve rallegrarsi e accogliere con gioia e positività.

Per una lettura, scrivere a: max.arcanonove@gmail.com

La numerologia nei Tarocchi: una particolarità densa di significato

Questo è il primo di una serie di articoli che sto progettando di scrivere a proposito della numerologia nel Tarot, del rapporto quindi tra Arcani e numeri: tale relazione è stretta e la sua importanza è sottolineata dal fatto che i numeri sono ben evidenti nel cartiglio di ciascuna Lama, posizionati in alto e al centro, dunque in massima evidenza (nulla è un caso nel Tarot, è bene ricordarlo!). Come consiglio di lettura, come spesso mi accade, rimando alla “Via dei Tarocchi” di Alejandro Jodorowski, nella cui prima parte è dedicato a tale argomento un ampio e esaustivo capitolo. Oggi voglio far notare un particolare piccolo, che può passare inosservato, ma assai significativo e indicativo della dottrina, della filosofia alla base dei Tarocchi. Osserviamo la seguente serie

I.-Bateleur_TarotII.-Papessa_TarotIII.Imperatrice_TarotIIII.-Imperatore_Tarot

molto semplicemente sono i primi quattro Arcani; se osserviamo i numeri in alto vediamo che sono in sostanza quelli romani: I, II, III e IIII, con la differenza che il quattro non è scritto, come ci aspetteremmo, con il classico IV. Osserviamo altre carte:

VIIII.-Eremita_Tarot XIIII.-Temperanza_Tarot XVIIII.-Sole_Tarot

in tutte sono presenti quattro stanghette verticali: VIIII invece di IX per il nove, XIIII invece di XIV per il quattordici, XVIIII invece di XIX per il diciannove. Cosa significa? Possibile sia solo una leggerezza o un errore dello stampatore? Difficile crederlo, a maggior ragione se pensiamo che questo mazzo, come gli altri Marsigliesi, risale a un epoca, il Settecento, dove la numerazione in stile romano era diffusa e consueta.  Ebbene, anche qui sta nascosto uno degli innumerevoli (centinaia!) codici che veicolano il messaggio segreto e esoterico dei Tarocchi. Se riflettete, scrivere “IV” significa “5-1” o “uno di meno per arrivare a cinque”, scivere “IX” significa “10-1” o “uno di meno per arrivare a dieci” e così via, dunque in pratica si evidenza una mancanza, una differenza per arrivare al numero più grande. Quando invece il Tarot scrive IIII è una sequenza crescente, “progressiva”, così come VIIII, XIIII ecc. Ciò sta a significare appunto che i Tarocchi hanno un senso progressivo, segnano una strada evolutiva di continua aggiunta, mai di sottrazione: l’insegnamento del Tarot è fatto di tappe successive e sempre più elevate, come in una scala. L’arricchimento del sapere e della conoscenza di sé e del mondo che questa dottrina diffonde non può essere mai associato a un’immagine, sia pure un particolare apparentemente insignificante, di diminuzione o difetto. E’ una piccola cosa, ma di enorme portata.

Per un consulto, scrivere a: max.arcanonove@gmail.com

I Tarocchi del Mondo

XXI.-Mondo_Tarot

Cari consultanti, pubblico nuovamente qui sotto un articolo di alcuni anni fa su un particolare metodo di lettura, “I Tarocchi del Mondo”, presentato da Jodorowski nel suo celebre libro “La via dei Tarocchi”. Alle prime 5 persone che scriveranno al mio indirizzo mail  offro la possibilità di riceverete gratuitamente una lettura con questo metodo (una sorta di “check up tarologico”). Serve solamente scrivermi 5 numeri, il primo compreso tra 1 e 22, gli altri compresi tra 1 e 14, specificare se siete uomini o donne, e vi manderò una mail dove tenterò di tracciare un profilo del momento nel quale vi trovate, l’arcano che vi rappresenta ora, gli elementi vitali che state trascurando o valorizzando in questa fase della vostra vita. L’indirizzo di contatto è: max.arcanonove@gmail.com. A presto,

 

La carta XXI, Le Monde, è il grado più elevato dei Tarocchi, l’ultimo degli Arcani Maggiori, dunque l’espressione di massima realizzazione dell’intero sistema. Jodorowski la definisce “specchio e chiave di orientamento del Tarot”. Vi è rappresentata, al centro di un ovale (“mandorla”) fatto di foglie azzurre, una donna nuda che danza. Ai quattro angoli, quattro figure ricordano la visione di Ezechiele: un angelo, un bue/cavallo, un leone, un’aquila. In queste figure è rappresentata la “croce fissa” dello Zodiaco, Acquario, Toro, Leone e Scorpione (l’aquila) che, semplificando, rimanda ai quattro elementi costitutivi del nostro mondo: acqua, terra, fuoco e aria.

croce fissa

Secondo il principio del “come in alto così in basso”, nei tarocchi ciascuno di questi elementi corrisponde alle quattro energie o parti che costituiscono l’essere umano: il “corpo” emozionale (acqua), quello fisico-materiale (terra), quello energetico-sessuale (fuoco), quello mentale (aria). Tutte le maggiori tradizioni esoterico- religiose associano poi a questi un Quinto elemento : nei Tarocchi, incentrati sul Dualismo, ossia su una filosofia che divide l’unità dell’Universo in due essenze, una terrestre e una celeste “se i quattro elementi sono la parte inferiore della natura, il quinto elemento costituisce la parte superiore e celeste… l’Anima. (C. Bozzelli, Il Codice dei Tarocchi, 2012, p. 91-94). La donna al centro della carta rappresenta appunto graficamente tanto l’Anima quanto il Cosmo. Jodorowski basandosi sulla disposizione dei vari elementi nell’Arcano XXI propone un’interessante lettura a schema fisso (“I Tarocchi del Mondo” in “La Via dei Tarocchi”, 2012, p. 527), con una carta al centro che identifica il consultante e le quattro carte agli angoli che, nell’ordine di cui si è detto, rappresentano i quatto elementi dell’essere umano. Tale lettura non risponde a una domanda, ma può focalizzare il rapporto che il consultante ha, in un dato momento della propria vita, con questi differenti aspetti del proprio essere, quale sta privilegiando o anteponendo rispetto agli altri, quale sta trascurando e così via. In questo schema possono essere usati sia solamente gli Arcani Maggiori che, in alternativa e forse più propriamente, un Arcano Maggiore al centro e quattro minori agli estremi.