Come avviene una lettura secondo il Metodo Tradizionale

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Il Metodo Tradizionale (o Camoin, a seconda delle scuole di pensiero), è, come più volte detto, assai diverso da quelli più noti e in uso. Anzitutto non ha un numero di carte prefissato né posizioni fisse. E’ il consultante stesso che, dopo aver mescolato il mazzo, dispone davanti a se le prime tre carte, che rappresentano il passato presente e futuro della questione affrontata. Il tiraggio si svolge poi attraverso una serie di domande mirate, poste dal tarologo in base gli Arcani usciti, che servono a isolare tra i tanti significati di ciascuna carta quello più adatto all’argomento trattato e in grado di aiutare il consultante a trovare quella risposta che, sovente, è già dentro di lui senza che egli ne sia consapevole. Le carte successive, come è ormai noto, vanno posizionate seguendo le due ben note leggi della contemplazione e dell’opportunità (vd. i post precedenti): possono esserci letture di sole tre carte come letture che utilizzando tutti e 22 gli arcani nella loro completezza. Con tale innovativo approccio, la classica lettura nella quale si gettano le carte e si comincia a “predire” un po’ avventurosamente il futuro perde così di significato: se non impossibile, è perlomeno sconsigliata e poco utile. Più una domanda è posta con consapevolezza e precisione, maggiore è la garanzia che il Tarot risponda con stupefacente risonanza al dubbio posto: lavoro, scelte di vita pratica, amore, consapevolezza di sé, rapporti con gli altri, tentare di capire l’origine di certi blocchi che ci impediscono di agire in piena libertà… nulla è imposto, nulla è già scritto e immutable… attraverso i Tarocchi in realtà scegliamo consapevolmente in nome del libero arbitrio. Contatti per info sulle letture (la prima gratuita e senza limiti di tempo): max.arcanonove@gmail.com

Max VIIII

Alcuni esempi di letture secondo il Metodo Tradizionale

Come più volte detto nei post precedenti, il Metodo Tradizionale non prevede un numero di carte prefissato; si parte da tre, che sono le carte iniziali, tradizionalmente indicanti il passato presente e futuro della domanda posta, si può arrivare a utilizzare tutti e 22 i Maggiori (per esperienza, mi sento di dire che più carte escono più la questione è di difficile soluzione, spesso perché la domanda posta inizialmente non è esattamente centrata o chiara nella mente stessa del consultante). Gli Arcani si aggiungono in base alle due oramai celebri leggi dello sguardo (o “contemplazione”) e dell’opportunità/soluzione. Ricordiamole in sintesi: la Legge della Contemplazione prescrive che, laddove esista una “carta sguardo” (per la definizione, si veda il post dedicato alle due leggi), se non è già presente va aggiunta accanto un’altra carta; la Legge dell’Opportunità ci dice invece che in presenza di un Arcano rovesciato, va posto sopra un altro arcano (sempre al dritto!) che possa indicare a consultante e tarologo la soluzione al problema rappresentato dalla carta sottosopra. Ad esempio, l’immagine sulla home di questo sito è una lettura che si conlude con le tre carte: da sinistra a destra, ossia dal passato al presente, abbiamo Le Mat, la Ruota e Le Monde. Non ci sono carte a rovescio e le due carte “sguardo”, Le Mat e Le Monde, guardano entrambe in direzione della Ruota (hanno gli occhi rivolti verso la carta al centro, che invece non è una carta sguardo).
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Di seguito qualche esempio con più carte; sono letture da me fatte nel passato, non importa in questa sede mostrare quale era la domanda posta, interessa solo capire il meccanismo di aggiunta delle carte.
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Le tre carte iniziali sono: Le Mat-Arcano XIII a rovescio-Il Carro; Le Mat e Carro hanno già lo sguardo direzionato verso l’Arcano al centro, che è l’unico a rovescio. Va così posta una carta soluzione sopra Arcano XIII, in questo caso Bateleur, che essendo a sua volta carta sguardo, necessita dell’estrazione di un’altra carta affianco: esce Amoreux che, essendo dritta e non avendo sguardo, conclude la lettura.
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Le tre carte iniziali sono: Maison Dieu a rovescio-Le Mat a rovescio-L’Appeso. Siamo in presenza dunque di due carte a rovescio e dell’Appeso, che non ha sguardo (in effetti ha gli occhi puntati verso di noi…). Dobbiamo estrarre due carte soluzione per gli Arcani usciti a rovescio: si parte da Maison Dieu, in quanto è la carta più al passato. Esce La Forza, a sua volta carta sguardo: andrà quindi posta un’altra carta che sia contemporaneamente ciò a cui sono rivolti gli occhi della Forza e soluzione de Le Mat a rovescio (per questo la porremo dritta qualunque sia il verso di estrazione); la Lune, che contrariamente a ciò che si potrebbe pensare, non ha sguardo, termina la lettura.
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Infine, una lettura con qualche carta in più. Le tre iniziali sono Appeso-Maison Dieu a rovescio-Papessa a rovescio. La prima carta soluzione va posta sopra Casa Dio: l’Impreatrice ha lo sguardo, il che necessita l’estrazione di un altro Arcano, la Stella (che è anche soluzione di Papessa). E’ interessante notare che anche le carte a rovescio sono soggette alla Legge della Contempazione, ecco perché poniamo una carta vicino alla Papessa, Amoreux. Ma anche quest’ultima è rovesciata, così dobbiamo estrarre un altro arcano che ne rappresenti la soluzione, Il Papa, che ha bisogno di una carta osservata vicino: La Giustizia, essendo dritta e senza sguardo, conclude finalmente il consulto. Ovviamente sono esempi scelti per esigenze di semplicità con un numero limitato di carte e senza tener conto di alcune altre variabili. Le combinazioni sono, come si può immaginare, innumerevoli e arricchiscono di molteplici sfumature e piani di lettura i consulti, ben al di là dei metodi usati dalla tradizionale cartomanzia. Per chi volesse provare in prima persona, scrivete a
max. arcanonove@gmail.com
o al contatto skype: max VIIII

La legge della contemplazione e la legge dell’opportunità: i due “pilastri” della saggezza dei Tarocchi

Nel post di apertura di questo sito ho accennato alle leggi della contemplazione (o sguardo) e dell’opportunità come importantissime nell’ambito del metodo “tradizionale” di lettura. Esse possono essere considerate i pilastri su cui si regge la saggezza del TAROT essenzialmente per due motivi: uno più profondo (esoterico) e “filosofico”, connesso all’insegnamento che gli Arcani trasmettono, uno tecnico/pratico, in quanto definiscono le modalità con le quali la lettura si sviluppa.

La legge della Contemplazione o Sguardo: tra le caratteristiche grafiche che distinguono i Tarocchi cosiddetti “di Marsiglia” da tutti gli altri tipi di mazzo c’è sicuramente l’accuratezza con la quale sono disegnati gli occhi di molti dei personaggi degli Arcani Maggiori (le “carte sguardo”) e la precisione con la quale si può individuare la direzione dello sguardo, appunto, degli stessi

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Ovviamente non è un vezzo dello stampatore, poiché sappiamo che tutto, nei Tarocchi, fin dal più piccolo dei particolari, è un simbolo utilizzato per insegnarci o trasmetterci qualcosa. Individuare ciò che un dato Arcano sta guardando significa comprendere ciò a cui esso “pensa”, dove è rivolta l’attenzione, i timori, le speranze, i pensieri appunto, del personaggio che in quella data lettura è rappresentato da quella data carta. Non scordiamoci infatti che ciò che differenzia il Metodo Tradizionale di Lettura dalle altre tecniche note è il fatto che gli Arcani non limitano il loro ruolo a quello di fissi e immutabili archetipi, ma si incarnano nei personaggi protagonisti della specifica situazione affrontata nel consulto. Così, nell’esempio che segue, La Stella (qui la figlia), ha lo sguardo rivolto verso Papessa (qui la madre), e potrebbe così rappresentare una dinamica nella quale l’attenzione della figlia non è corrisposta dalla madre (che infatti “guarda altrove”)

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O ancora Imperatrice (qui la moglie), guarda verso Imperatore (il marito) e possiamo ipotizzare una situazione di coppia felice, fatta di reciproca attenzione (i due protagonisti si guardano vicendevolmente)

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Questo per ciò che concerne l’aspetto “esoterico”, l’insegnamento trasmesso; dal punto di vista della tecnica di lettura, invece, la Legge della Contemplazione comporta che laddove ci sia una carta “sguardo” va sempre aggiunta, se già non c’è, la carta osservata: questo appunto per capire dove sono rivolti i pensieri, l’attenzione, della prima e dunque cominciare a districarsi nell’interpretazione della situazione. Ed esempio, se abbiamo Il Papa senza nessun arcano alla destra, ne va aggiunto uno (qui come esempio Il Carro)

papa carro

e altrettanto facciamo se abbiamo Bateleur senza alcuna carta alla sinistra

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e così via… Esistono poi carte che non hanno sguardo (Giustizia, Ruota, Appeso, Diavolo ecc), sono rivolte frontalmente (né a destra né a sinistra) e pertanto non richiedono l’aggiunta di un Arcano.

La legge dell’Opportunità: sul perché le carte rovesciate rappresentino un blocco, un problema, siano insomma un segnale di allarme in una lettura tornerò in futuro, in ogni caso è una delle basi interpretative dei Tarocchi da secoli, a prescindere dal metodo adottato. Le legge dell’Opportunità molto semplicemente ci dice che, in presenza di un Arcano a rovescio, va posta sopra di esso un’altra carta (detta “soluzione”, da disporre sempre dritta) che ne rappresenti la soluzione, ne chiarifichi il problema indicando la possibile via d’uscita in una strada tutt’altro che già segnata. Al di là della valenza metodologica nella pratica e tecnica di lettura, la cosa è forse il punto fondamentale che caratterizza il Metodo Tradizionale: se la Cartomanzia ha l’irragionevole pretesa di individuare un futuro già scritto, dove ciò che deve accadere è già stabilito e va accettato passivamente da parte del consultante, la Tarologia delinea i possibili futuri e dona, tramite le soluzioni, i suggerimenti utili a chi vi si rivolge per prendere le corrette decisioni, effettuare la scelta più opportuna, in una parola, “rimettere in moto il destino” in nome del libero arbitrio. E’ lampante la differenza tra tutto questo e la concezione fatalista e passiva che scaturisce da un approccio cartomantico di vecchio stampo. Due esempi, il primo che affronta problematiche più intime e personali: se ipotizziamo la Ruota a rovescio come la situazione di una persona che è bloccata in una ciclicità negativa, che non riesce magari a accettare la chiusura di una fase della vita e di fatto è emotivamente bloccata, l’estrazione di una carta soluzione come Giustizia suggerisce la necessità di un riequilibrio, di una presa di distanza mentale, magari tramite un aiuto terapeutico (Giustizia personifica anche la psicologia).

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Il secondo, una situazione di vita pratica: interpretiamo Maison Dieu a rovescio come segnale delle difficoltà in un casa, nel senso proprio dell’abitazione; l’estrazione del Matto con una semplicità lampante e niente affatto banale suggerisce la necessità di andarsene, di un trasloco (Le Mat è colui che si incammina).

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Questa è stata un’esposizione necessariamente sintetica e esemplificativa: per chi fosse interessato a approfondire, rimando come sempre ai testi specialisici e ai corsi tenuti da Carlo Bozzelli (www.tarocchi.me), del quale ho l’onore di essere studente e discepolo in questo percorso di conoscenza.Ricordo che la prima lettura con me è sempre gratuita e senza limiti di tempo: contattatemi via e.mail (max.arcanonove@gmail.com) o skype (max_viiii), sarò felice di organizzare un consulto con voi.

Max VIIII

Il metodo di lettura utilizzato su questa pagina è radicalmente diverso dagli approcci consueti e più diffusi nella cartomanzia tradizionale; gli innumerevoli tipi proposti dai vari manuali, per esempio la “croce semplice” o la “croce celtica”, tra i più noti, tutti a numero di carte prefissato, si basano fondamentalmente sull’analisi incrociata tra il valore archetipico degli arcani e la loro posizione nello schema di lettura (“a favore”, “contro”, “ambiente” ecc ecc); le letture che ne escono sono molto “rigide”, le carte non hanno vera interazione tra loro, e la loro efficacia si deve di fatto alle doti specifiche del cartomante, alla sua intuizione, empatia, se non addirittura a facoltà paranormali… Un tarologo in senso moderno, invece, non possiede “poteri”, ma deve la sua conoscenza allo studio e all’applicazione, appunto, delle leggi del cosiddetto “Metodo Tradizionale”. Esso intanto non ha un numero di carte stabilito a priori, si parte da 3 fino a utilizzare tutti e 22 gli arcani (minori a parte), e l’aggiunta delle stesse avviene in base a due leggi fondamentali e importantissime, la “legge dello sguardo” e quella “dell’opportunità” (o “carta soluzione”). Senza entrare qui nello specifico, le letture scaturiscono dinamiche e ricche di sfumature e gli arcani/personaggi davvero “parlano” tra loro per condurre a una soluzione soddisfacente del dilemma posto. Essenziale in una lettura così fatta è poi il dialogo costante tra tarologo e consultante: è un’interazione di domande e risposte necessaria per individuare, tra le decine di significati di un singolo arcano, quelli più pertinenti alla situazione in analisi. Ci sono dispute sull’origine di tale metodo; il primo a utilizzarlo fu il grande studioso francese Philippe Camoin, che lo ritiene frutto del suo ingegno (https://it.camoin.com/tarot/-Metodo-lettura-Tarocchi-Camoin-.html); in Italia è diffuso dall’Accademia dei Tarocchi (http://tarocchi.me/), l’associazione presso la quale chi scrive studia, che invece propende per l’antichità di tale metodo, frutto di un sapere tradizionale che, rimasto nascosto nei secoli a opera di iniziati, è ora tornato ora alla luce grazie al messaggio tramandato,in forma occulta, dagli stessi Tarocchi.esempio