TAROLOGIA: un nuovo approccio alla lettura dei Tarocchi

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In una consulenza tarologica non c’è nulla della rigidità e del fatalismo (tutto è già scritto) di una “normale” seduta di cartomanzia. Come disciplina e pratica innovativa, la Tarologia recupera l’autentico significato e uso dei Tarocchi come “macchina metafisica” e non come aleatorio strumento di (sola) divinazione: attraverso ciò che gli Arcani ci dicono del passato e presente di una data situazione, e i possibili futuri, la lettura si sviluppa come una progressiva acquisizione di consapevolezza da parte del consultante, aiutandolo a prendere, da solo, le decisioni più utili e positive per il proprio futuro e la propria evoluzione (con le cosiddette “carte soluzione”, i Tarocchi ci danno consigli che, se applicati, portano a superare i blocchi che ci condizionano, gli ostacoli tra noi e la realizzazione dei nostri desideri). Ma la maniera migliore di verificarne l’efficacia è provare! Per informazioni su una sessione di Tarologia, scrivete a max.arcanonove@gmail.com

E’ “giusto” farsi pagare per leggere i Tarocchi?

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Cari consultanti, mi pongo questa domanda da quando ho cominciato a studiare e poi a praticare i Tarocchi e continuo a farlo anche ora che già da diverso tempo sono passato dai consulti gratuiti a quelli a pagamento. Si, credo che un compenso sia dovuto, per le ragioni che spiegherò. Come dicevo, per anni ho fatto letture in modo assolutamente gratuito, sia sul sito, ora chiuso, dell’Accademia dei Tarocchi, che autonomamente tramite le varie pagine FB e blog che ho aperto nel tempo: in tale periodo di apprendistato ritenevo infatti che il mio guadagno, nel fare questi consulti, fosse in termini di esperienza e di pratica; i consultanti erano in qualche maniera “compagni di viaggio” in questo percorso iniziale e ciò che ne ricavavo era infinitamente più prezioso di qualsiasi contropartita economica. Terminata questa fase, pur se ben lontano dall’avere concluso il mio cammino di conoscenza (tutt’altro), ho cominciato a domandarmi se chiedere o meno dei soldi per le letture, non essendo questo, comunque, il mio lavoro: non giudico chi dei Tarocchi o di altre pratiche “magiche” ne ha fatto una professione, come in qualsiasi campo esistono ciarlatani e persone serie e che credono in ciò che fanno, ma questa non sarà mai la mia fonte di guadagno. Non è neanche una questione del tipo “è giusto essere ripagati del tempo e dell’impegno profuso nelle letture”: potrebbe essere un “hobby” come altri, un interesse al quale dedicarsi con passione e impegno e ciò non richiederebbe in sé alcuna ricompensa (quante attività svolgiamo per amore, volontariato, interesse solo per noi stessi e non per soldi?). Il discorso è più sottile e riguarda la “parità” che va stabilita tra tarologo e consultante; potremmo definirlo una sorta di “scambio energetico”: l’impegno e la serietà, per una buona sessione di Tarocchi, sono necessari tanto da parte di chi legge che di chi chiede. Offrire la possibilità di letture gratuite mi sono accorto che a volte (non sempre, certo, per fortuna) non “responsabilizza” sufficientemente il consultante: “è gratis, non ho di meglio da fare in questo momento, ci provo…”; magari con domande futili, o ripetute sempre uguali più volte, o non sufficientemente sentite. Il Tarot, se ci crediamo, è uno strumento incredibilmente potente e sofisticato, che sfida la comprensione eppure funziona, creato nei tempi antichi da una saggezza e capacità assai più evoluta della nostra: è giusto svilirlo con un uso distratto, superficiale e poco consapevole? Ecco perché credo sia giusto richiedere un compenso, magari poco più che simbolico, come onestamente credo di fare io, per i consulti; non arricchisce me e non impoverisce chi fa la domanda, ma agendo in qualche maniera da “filtro”, stabilisce un sorta di limite tra che il richiedente occasionale e chi è realmente interessato a ricevere l’aiuto dei Tarocchi e così facendo bilancia le energie di consultante e tarologo.

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Sull’efficacia di rituali e altre pratiche “magiche”

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Di recente mi è stata fatta un domanda circa l’efficacia e i tempi di realizzazione di un rito “di innamoramento” richiesto dalla consultante (a un conoscente o un “professionista” poco importa…) per far avvicinare a lei un uomo di suo interesse ma che, di fatto, in pratica non conosceva neanche di persona (questi particolari erano venuti fuori da una lettura che, giorni prima, avevo fatto alla consultante stessa). Al di là del caso specifico, ognuno può illudersi come crede, vorrei chiarire subito la mia posizione: credo che tali pratiche siano, nel migliore dei casi, pure illusioni, nel peggiore truffe belle e buone. Ovviamente studiando e praticando i Tarocchi non posso escludere a priori tali approcci, anzi: in fondo i Tarocchi sono essi stessi una macchina “magica”, con la differenza che chi ne approfondisce seriamente l’utilizzo impara essenzialmente una tecnica, non crea regole a suo uso e consumo. Non ne ho mai avuto esperienza diretta, ma sono convinto che ci siano livelli di iniziazione tali da consentire “interventi” per modificare il reale o l’esistenza altrui, solo che, appunto, sono prerogative esclusive di esoteristi e studiosi per noi inconoscibili, votati a altro che non sia far “incontrare tizio a tizia”…  Se vediamo il numero di sedicenti maghi e simili che pubblicizzano l’efficacia delle loro pratiche su internet, facebook, giornali ecc sembra invece che nulla sia più diffuso e facile da realizzare della magia, nel senso proprio del termine (ossia ” pratica e forma di sapere esoterico e iniziatico che si presenta come capace di controllare le forze della natura”, secondo il vocabolario Treccani). Ancora una volta vorrei dunque invitare i pochi che ho la possibilità di raggiungere con queste parole a tenersi alla larga da simili figuri o dalla facile tentazione di cercare di risolvere i propri problemi affidandovisi: nessuno alla vostra portata farà innamorare di voi qualcuno che neppure sa chi siete, nessuno vi libererà da presunti malocchi e così via. Circa i Tarocchi, ancora una volta ci tengo a precisare che essi sono una chiave per interpretare passato e presente al fine di scegliere consapevolmente tra i possibili futuri che essi stessi (davvero “magicamente”) ci prospettanto: invitano a intervenire attivamente sul destino, non a subirlo.

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Breve bibliografia

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La manualistica sui Tarocchi, sui loro significati e il loro uso è sconfinata; basta andare in una qualsiasi libreria medio grande per trovare numerosi testi che trattano l’argomento. Ovviamente c’è molta ridondanza e tanto materiale decisamente superfluo o non all’altezza; l’importante non è leggere quanti più libri sui Tarocchi, ma “quelli giusti”: la personale convinzione di chi scrive, poi, è che sia necessario, una volta letto qualcosa per cominciare a farsi un’idea sull’argomento, il confronto con un maestro che, con vive parole, ci accompagni sulla strada che abbiamo deciso di percorrere. Nei libri c’è molto, ma non c’è tutto, e un corso, purché fatto da qualcuno competente e serio, è il passo necessario da compiere per chi è davvero interessato. Ci sono testi storici dei quali non è questa la sede adatta per parlarne; gli scritti di Eliphas Levi, di Papus, di Rider Waite, più tardi di Paul Marteau o Joseph Maxwell, sono capisaldi della tarologia, ma sono anche libri difficili, ostici, dove i tarocchi vengono inseriti in discorsi esoterici di vasto respiro e che francamente credo che respingerebbero il neofita. Tutto sommato, è meglio rimandare il confronto con queste “eminenze grige” a un secondo momento, quando già si è cominciato a padroneggiare un po’ la materia e si ha desiderio di inquadrare il tutto in un discorso storico di più ampia portata. Personalmente tra questi classici il più attuale credo ancora che sia “I Tarocchi” di Oswald Wirth: anche qui siamo di fronte a un’opera enorme ardua da affrontare, ma molti spunti e riflessioni credo che siano tuttora davvero validi, sapendo filtrare un po’ la mole di informazioni che l’autore riversa nel libro. Il mio ingresso nel mondo degli Arcani, dietro consiglio della titolare di una libreria esoterica, è stato con “Il linguaggio segreto dei Tarocchi” di Laura Tuan: siamo certamente nell’ambito di una “cartomanzia” di impostazione tradizionale, ma la grande competenza dell’autrice è utile per cominciare a capire davvero la struttura e la composizione del mazzo, i significati principali delle carte, le connessioni tra Tarocchi, numerologia, astrologia ecc. Le Edizioni Mediterranee hanno pubblicato molto materiale sulle carte, e sfogliare testi come “La Magia dei Tarocchi” di Donato Piantanida offre sempre l’occasione di imbattersi in nozioni interessanti e utili: se posso dare un consiglio, più che intestardisi a assimilare dalla prima all’ultima pagina questi manuali, è meglio leggere le introduzioni, le parti di carattere generale, e poi consultando l’indice tornare di tanto in tanto sui testi per affrontare separatamente e non in ordine gli argomenti proposti. Ma, come dicevo, ci si può perdere nel mare della manualsitica dedicata, così voglio ora citare l’opera che, a me come a molti altri, ha cambiato radicalmente la visione su questo affascinante mondo: La Via dei Tarocchi di Alejandro Jodorowski. E’ davvero un libro monumentale che, partendo dalla personale, ricchissima esperienza dell’autore, ci introduce in tutti gli aspetti fondamentali del Tarot: i vari mazzi, la struttura, l’eccezionale sezione dedicata alla numerologia, il significato di ciascun arcano, gli esempi di possibili approcci di lettura… d’altronde la moderna tarologia ha origine dal lavoro di restauro che lui e Philippe Camoin hanno compiuto sul mazzo settecentesco di Nicolas Conver, dunque è questo, secondo me, l’obbigatorio punto di partenza. Soprattutto nella minuziosa analisi di ciascuna carta si comprende il corretto punto di vista che è necessario avere nel addentrarsi veramente in questa materia: i Tarocchi sono essi stessi un libro, un linguaggio che ci parla attraverso i disegni, i colori, i più piccoli particolari grafici e a questi dobbiamo fare attenzione per cominciare a comprenderne il significato e il messaggio. Anche qui la cautela è un consiglio da dare; la debordante e vulcanica personalità di Jodorowski può confondere e intimorire il lettore: piccole dosi, magari una lettura da fare non nell’ordine proposto dal libro ma per gruppi di argomenti potrebbe essere un buon modo di affronare la massa di informazioni senza venirne travolti! Ovviamente, in quanto frequentatore dei suoi corsi, devo, e con grande rispetto e piacere, citare le opere di Carlo Bozzelli, che sono davvero lo stato dell’arte sui Tarocchi al momento. “Il Codice dei Tarocchi” è, come nel caso di Jodorowski, un’opera che allo stesso tempo introduce e approfondisce e sprattutto rivoluziona l’approccio tradizionalmente utilizzato nell’affronatare le carte: per capire dove sta andando la tarologia nella sua più ampia valenza di “scienza umana” è una lettura fondamentale. Il suo secondo libro, “I Tarocchi. Il Vangelo Segreto” è invece un’opera di più intenso approfondimento esoterico e filosofico, la cui lettura consiglio in uno stadio di consapevolezza già più avanzato, proprio per coglierne l’immensa portata. E tutto questo, in attesa che l’iniziatore della moderna tarologia, Philippe Camoin, decida finalmente di affidare le sue intuizioni e i suoi studi a quel libro organico e compiuto che da tempo tutti noi appassionati stiamo attendendo….

per info e letture: max.arcanonove@gmail.com

I Tarocchi del Mondo

 

Cari consultanti, pubblico nuovamente qui sotto un articolo di alcuni anni fa su un particolare metodo di lettura, “I Tarocchi del Mondo”, presentato da Jodorowski nel suo celebre libro “La via dei Tarocchi”. Alle prime 5 persone che scriveranno al mio indirizzo mail  offro la possibilità di riceverete gratuitamente una lettura con questo metodo (una sorta di “check up tarologico”). Serve solamente scrivermi 5 numeri, il primo compreso tra 1 e 22, gli altri compresi tra 1 e 14, specificare se siete uomini o donne, e vi manderò una mail dove tenterò di tracciare un profilo del momento nel quale vi trovate, l’arcano che vi rappresenta ora, gli elementi vitali che state trascurando o valorizzando in questa fase della vostra vita. L’indirizzo di contatto è: max.arcanonove@gmail.com. A presto,

 

La carta XXI, Le Monde, è il grado più elevato dei Tarocchi, l’ultimo degli Arcani Maggiori, dunque l’espressione di massima realizzazione dell’intero sistema. Jodorowski la definisce “specchio e chiave di orientamento del Tarot”. Vi è rappresentata, al centro di un ovale (“mandorla”) fatto di foglie azzurre, una donna nuda che danza. Ai quattro angoli, quattro figure ricordano la visione di Ezechiele: un angelo, un bue/cavallo, un leone, un’aquila. In queste figure è rappresentata la “croce fissa” dello Zodiaco, Acquario, Toro, Leone e Scorpione (l’aquila) che, semplificando, rimanda ai quattro elementi costitutivi del nostro mondo: acqua, terra, fuoco e aria.

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Secondo il principio del “come in alto così in basso”, nei tarocchi ciascuno di questi elementi corrisponde alle quattro energie o parti che costituiscono l’essere umano: il “corpo” emozionale (acqua), quello fisico-materiale (terra), quello energetico-sessuale (fuoco), quello mentale (aria). Tutte le maggiori tradizioni esoterico- religiose associano poi a questi un Quinto elemento : nei Tarocchi, incentrati sul Dualismo, ossia su una filosofia che divide l’unità dell’Universo in due essenze, una terrestre e una celeste “se i quattro elementi sono la parte inferiore della natura, il quinto elemento costituisce la parte superiore e celeste… l’Anima. (C. Bozzelli, Il Codice dei Tarocchi, 2012, p. 91-94). La donna al centro della carta rappresenta appunto graficamente tanto l’Anima quanto il Cosmo. Jodorowski basandosi sulla disposizione dei vari elementi nell’Arcano XXI propone un’interessante lettura a schema fisso (“I Tarocchi del Mondo” in “La Via dei Tarocchi”, 2012, p. 527), con una carta al centro che identifica il consultante e le quattro carte agli angoli che, nell’ordine di cui si è detto, rappresentano i quatto elementi dell’essere umano. Tale lettura non risponde a una domanda, ma può focalizzare il rapporto che il consultante ha, in un dato momento della propria vita, con questi differenti aspetti del proprio essere, quale sta privilegiando o anteponendo rispetto agli altri, quale sta trascurando e così via. In questo schema possono essere usati sia solamente gli Arcani Maggiori che, in alternativa e forse più propriamente, un Arcano Maggiore al centro e quattro minori agli estremi.

 

 

Il Diagramma 3×7

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Il diagramma 3×7, un vero e proprio “mandala” dei Tarocchi, è probabilmente la più importante scoperta degli studiosi sulla strada della decifrazione del significato profondo di questo antico sapere. Lo schema, che trae la sua origine dall’osservazione fondamentale che Le Mat, arcano senza numero, costituisce un insieme a sè stante, si offre come la chiave interpretativa capace di svelare connessioni tra le carte che, a un livello più elevato, ci illuminano sul significato più generale (filosofico) del sistema dei Tarocchi, a uno più “pratico” determina le leggi che gli arcani stessi veicolano per consentire a chi li consulta e li studia di interpretarne il linguaggio. Siamo di fronte a una “macchina metafisica”, quasi un antico calcolatore antenato dei moderni computer, dalla costruzione talmente complessa e sofisticata da essere senza dubbio frutto di una conoscenza collettiva di origine superiore e, a oggi, sconosciuta: si può dire che, nonostante la grandezza delle menti che vi si sono applicate e tuttora vi si applicano, siamo a una percentuale ancora davvero minima di comprensione del tutto. Per fare solo un esempio, consideriamo il primo e l’ultimo degli
Arcani numerati, Bateleur (I) e Le Monde (XXI). Il primo, l’apprendista, ha davanti a se sul tavolo gli oggetti che rappresentano gli elementi della natura che egli sta imparando a comprendere e utilizzare: delle piccole monete che rappresentano la terra, dei recipienti contenenti liquido (acqua), la bacchetta che tiene in mano (il fuoco), dei coltelli/lame, che rappresentano l’aria. Egli raccoglie e familiarizza con le materie prime, in questa fase inanimate (sono oggetti). Nell’Arcano XXI tali elementi si animano, diventano degli esseri viventi e circondano la misteriosa donna che danza al centro della carta: il toro/bue (terra), l’Angelo (acqua), il Leone (fuoco), l’aquila (aria). In questa mutazione dello stato, da inanimato a animato, in questa sublimazione della loro essenza, è rappresentato il percorso evolutivo dei Tarocchi, la progressiva presa di coscienza dell’iniziato da principiante, appunto, a essere che, percorsa la strada di formazione e sapere, è pronto per varcare quella porta che Le Monde rappresenta verso uno stato di coscienza ancora superiore. Questo per quello che riguarda l’aspetto “filosofico”, come s’è detto. Come “regola pratica” da desumere e utilizzare invece per la lettura, siamo di fronte alla cosiddetta legge della polarità: gli Arcani posti agli estremi di una fila o colonna (come i due esaminati appunto), sono sempre portatori di significati speciali connessi tra loro e che vanno messi in relazione e confrontati perché certamente importanti per la lettura che si sta in quel momento affrontando.
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