Una buona pratica: l’estrazione della carta del giorno

Uno dei primi suggerimenti e esercizi che vengono consigliati a chi comincia a familiarizzare con i Tarocchi è l’estrazione quotidiana di un Arcano Maggiore. La mattina si pesca dal mazzo uno dei 22 arcani e, a fine giornata, lo si riprende per vedere cosa, nel giorno appena trascorso, può avere a che fare con i significati della carta. Potrebbe “predirci” qualcosa che poi verifichiamo essersi avverato, o darci un sugerimento o metterci in guardia su qualcosa (a patto di essere sufficientemente esperti per cogliere il messaggio); o ancora ci potrebbe chiarire il “mood” della giornata, definire lo stato d’animo del periodo e così via. Sforzarsi di comprendere la “risonanza” tra l’arcano e un dato giorno o momento, è la via giusta per rendersi conto di quanto i Tarocchi abbiano a che fare con noi e la nostra vita, interiore e quotidiana, e cosa possono insegnarci. Ecco un esempio molto pratico che mi è capitato proprio oggi. L’estrazione della carta la faccio ogni tanto, non spesso,  stamattina si e è uscito Le pendu (l’appeso); ho riflettuto se fosse un particolare messeggio che aveva a che fare con un mio stato d’animo (per esempio riflessioni che sto facendo, in questo periodo, circa la pratica dei Tarocchi) ma poi è capitato che, un po’ più tardi, ho perduto il portafoglio, credo scivolato dalla giacca che portavo poggiata, sottosopra, sul braccio a causa del caldo. In alcune rappresentazioni della carta (p.e. nei Tarocchi di Wirth, si veda di seguito) il personaggio, che ricordo è un uomo legato e appeso a testa in giù (“sottosopra”) si vedono delle monete che cadono dalla sua giubba, e infatti c’è anche un collegamento con la perdita di denaro, come nel mio caso.

Ecco così che, a aver immaginato il vero significato dell’estrazione, forse avrei evitato di portare la giacca a quel modo, risparmiandomi così la perdita di soldi, documenti, bancomat e anche tanto tempo passato al telefono e dai carabinieri per blocchi e denunce varie. Sono tanti i modi con i quali i Tarocchi ci parlano, non sempre purtroppo siamo abbastanza acuti per capire in tempo….

t12

Per letture, la prima gratuita e senza limiti di tempo, scrivete a max.arcanonove@gmail.com

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Maison Dieu

XVI.Casa_Dio_Tarot

Una lettura fatta di recente mi spinge a fare qualche riflessione sul sedicesimo arcano maggiore dei Tarocchi, Maison Dieu, Casa Dio. E’ una carta, conosciuta ai più come Torre, che viene sempre accolta con una certa apprensione dai consultanti, perché la nomea che accompagna tradizionalmente questo arcano non è certo positiva. Si vedano le seguenti immagini, alcune tratte da mazzi molto famosi, come Rider Waite, Wirth, Crowley

tower ridertorre wirthtower crowleyla_torretorre falling

In generale, l’idea alla quale rimandano, il tratto comune, è il concetto di crollo, distruzione, disgrazia o superbia punita, tutti collegati all’associazione con la biblica torre di Babele. Tutto ciò è fuorviante, nei Tarocchi di Marsiglia correttamente interpretati nulla fa pensare a questo. Intanto il nome stesso della carta, che contiene la parola “Dio”: può avere una valenza negativa un rimando alla divinità? Al padre? “Casa Dio” è un luogo di accoglienza, dove sentirsi protetti, non minacciati. La costruzione è integra, la sommità è sfiorata e sollevata dallo sbuffo colorato: è un’apertura, non un crollo. Jodorowski parla di “qualcosa che stava rinchiuso esce all’esterno”. Le monete colorate che piovono dal cielo indicano abbondanza (i mezzi che ci sono messi a disposizione per realizzare un progetto). I mattoni color carne parlano del corpo fisico, la connotazione fallica dell’immagine è connessa alla fertilità; i personaggi sembrano danzare, fare capriole di gioia, più che cadere dall’alto. Da qui una serie di “parole chiave” di valenza completamente diversa dalla negatività, dura a morire, che la carta si porta dietro: gioia, abbondanza (anche economica), opportunità, progetti, utilizzare il proprio talento, la casa (del padre), una costruzione, un tempio, la convivenza, la famiglia, un feto in arrivo, il gioco, la danza…

Ovviamente la carta a rovescio va interpretata in un senso più vicino a quello tradizionale, come orgoglio punito, rifiuto di Dio e dell’abbondanza, crollo o bancarotta, ma insomma, quando questo arcano esce in una lettura al dritto o in soluzione o in chiusura del consulto, non può che essere un segnale o un consiglio costruttivo del quale il consultante deve rallegrarsi e accogliere con gioia e positività.

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