La Legge dello Sguardo: 2a parte

Nel mio post “La Legge dello Sguardo” avevo accennato al fatto che la motivazione di tale prescrizione/regola è da ricercare nel Diagramma 3×7, è arrivato il momento di spiegare perché. Come già più volte sottolineato, il “mandala” 3×7 è lo schema che consente di studiare al meglio le interazioni che gli Arcani hanno tra loro, i codici che trasmettono i principi di base del Tarot, le regole di funzionamento della lettura e dell’interpretazione: insomma è la chiave di decodifica dello strumento Tarocco. Nel metodo di lettura che applico lo Sguardo è ciò che regola l’aggiunta delle carte successive alle prime tre con le quali si apre il consulto, dunque in sostanza attiva il meccanismo della lettura e determina il numero degli Arcani; abbiamo detto che “laddove è rivolto lo sguardo del personaggio di un Arcano, lì andrà piazzata un’altra carta, che ne rappresenta l’oggetto dei pensieri, la direzione di sviluppo, il legame di relazione”. Il perché vada aggiunta tale carta è davvero semplice e intuitivo, in effetti. Osservate il Diagramma: nessun Arcano ha lo sguardo rivolto nel vuoto!

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Nella fila “terrestre”, alla base, il Matto guarda verso Bateleur e Il Carro guarda verso Amoreux. La fila “intermedia” si apre con Giustizia, che è la prima carta che non guarda né a destra né a sinistra ma verso di noi, e si chiude con Temperanza che guarda verso l’Arcano senza nome; nella fila “celeste”, la superiore, il Diavolo è un altro Arcano con lo sguardo di fronte e Le Monde completa lo schema osservando la “rinascita” del personaggio azzurro del Giudizio. In un sistema rigoroso e completo come quello dei Tarocchi nulla è casuale: nessuna carta guarda nel vuoto e perciò una lettura non è completa, appunto, se non abbiamo assegnato a ciascuno sguardo il relativo oggetto. Il che peraltro conferma un’altra grande verità: nessun Arcano basta a sé stesso, ma i Tarocchi si studiano e si leggono a due a due. Come sempre, per informazioni si consulti, contattatemi all’indirizzo e.mail max.arcanonove@gmail.com

La Legge dello Sguardo

In generale, i metodi di lettura in voga nel passato più o meno recente e ancora oggi sono schemi a carte fisse, con un numero di Arcani definito e posizioni sul tavolo alle quali, per tradizione, vengono assegnati significati e “ruoli” ben precisi nel consulto (“a favore”, “contro”, “circostanze”, “sviluppi futuri” ecc). Da Camoin in poi, con varie differenze e interpretazioni personali, molti studiosi e Tarologi hanno invece preferito adottare schemi senza un numero prefissato di Arcani: partendo da tre, che è il numero base di carte per formulare una frase,

sguardo 1

sono le circostanze del tiraggio e gli Arcani stessi, letteralmente, a determinare di quanti “pezzi” si comporrà il puzzle che avremo davanti ai nostri occhi terminata l’estrazione.

sguardo 2

La regola base per l’aggiunta delle carte è la Legge dello Sguardo, il fondamento della moderna Tarologia: laddove è rivolto lo sguardo del personaggio di un Arcano, lì andrà piazzata un’altra carta, che ne rappresenta l’oggetto dei pensieri, la direzione di sviluppo, il legame di relazione e senso

soole temp Temperanza guarda il Sole

forzaluna La Forza guarda verso La Luna

Dunque la lettura potrà esprimersi in sole tre carte o con l’aggiunta di numerose altre, sia verso il passato che verso il futuro, e sarà solo, ad esempio, una carta senza sguardo, che non guarda né a destra né a sinistra, tipo Giustizia o l’Appeso,

jus app Giustizia e Appeso hanno lo sguardo di fronte

o con lo sguardo rivolto verso un’altra direzione

ere antico

Dobbiamo mettere una carta a sinistra dell’Eremita, non a destra

a decretarne la conclusione. Questo vale sia per le carte estratte dritte che per le carte a rovescio.

pap giud  La Papessa rovesciata guarda il Giudizio

La motivazione di tale legge è, come sempre, nel diagramma 3×7, lo schema interpretativo di base del Tarot, e in un futuro articolo spiegherò perché; così come illustrerò un’altra possibilità, molto importante, ma non obbligatoria, di sviluppo della Lettura, ossia la Carta Soluzione. Per chi fosse interessato a contattarmi per avere informazioni su consulto, può scrivere all’indirizzo e.mail max.arcanonove@gmail.com o su skype: utente “max_viiii”

Conoscere i Tarocchi

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Cosa potete trovare su questo sito: brevi articoli divulgativi, in base alle mie modeste conoscenze, sulla storia, il significato, il funzionamento e l’uso dei Tarocchi di Marsiglia. Le immagini dei tanti mazzi che hanno fatto la storia degli Arcani e soprattutto la possibilità, a un costo simbolico, di provare la lettura seguendo i principi della Tarologia (differente dalla Cartomanzia) e secondo un metodo messo a punto da me dopo anni di apprendimento e frequentazione dei più avanzati Corsi e Seminari sui Tarocchi. Scrivete all’indirizzo e.mail

max.acarnonove@gmail.com

per avere informazioni sulle sessioni di lettura.

Ciao a tutti,

Max

I Tarocchi di Marsiglia

Basta dare un’occhiata alla vetrina di un negozio specializzato per rendersi conto di quanti mazzi di Tarocchi esistano al mondo. Molti hanno la loro ragione di essere solo per motivi commerciali o di curiosità e sono delle libere reinterpretazioni degli Arcani secondo temi specifici: Tarocchi delle Fate, dei fumetti, del Kamasutra, dei gatti ecc ecc; divertenti ma davvero nulla di più. Esistono poi i mazzi creati dai grandi esoteristi e studiosi del passato, come Rider Waite (forse il più famoso e diffuso), Paul Marteau, Wirth, Crowley… A differenza dei Tarocchi commerciali prima citati, questi sono ovviamente il frutto di eccellenza del sapere e delle convinzioni dei loro creatori, ma proprio qui sta, in un certo senso, il loro limite; convinti dall’alto della propria sapienza che il “Tarot” (questo il nome corretto) fosse uno strumento perfettibile, lo hanno modificato e riadattato secondo le loro conoscenze e idee, inserendo o evidenziando di volta in volta elementi di cabala, religione egizia, astrologia… questi sono sì tutti componenti più o meno nascosti degli Arcani, ma nessuno in particolare può caratterizzare in modo univoco i Tarocchi, che hanno proprio nella multiforme ricchezza culturale dei riferimenti a correnti di sapere esoterico e tradizionale antiche la loro caratteristica fondante. Dunque queste rielaborazioni, per quanto acute e per certi versi illuminanti, hanno portato a mazzi anche assai distanti dall’originale, su tutti gli esempi di Crowley

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o Rider Waite, che ha letteralmente reinventato gli Arcani Minori, esplicitando i loro significati nascosti (o quelli che lui riteneva tali) in vere e proprie immagini animate

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Ma qual è il mazzo “originale” dei Tarocchi? Oramai la maggior parte degli studiosi è d’accordo nel considerare il “Tarot de Marseille”, il Tarocco di Marsiglia, l’autentico depositario del sapere trasmesso dagli antichi creatori, quello dove la simbologia esoterica, i codici segreti, in una parola, la “struttura cifrata”, è la più completa e coerente con il messaggio trasmesso dagli stessi Arcani. I mazzi più datati che conosciamo sono della seconda metà del Seicento circa, ma le caratteristiche comuni dimostrano l’esistenza di esemplari più antichi dei quali non abbiamo traccia. Quella dei cartai era una vera e propria corporazione con tanto di permesso regio e presumibilmente all’interno di tale cerchia si tramandavano, con risultati altalenanti a seconda del valore dello stampatore, i segreti noti soltanto agli iniziati. Il mazzo più accurato e completo è quello di Nicolas Conver del 1760 e non a caso è quello che Philippe Camoin e Alejandro Jodorowski hanno preso a modello principale per il celebre e monumentale restauro dei Tarocchi di Marsiglia che è alla base di tutti i moderni mazzi. Attraverso un immenso, filologico lavoro di comparazione anche con altri mazzi, sono così stati recuperati tutti, o quasi, i codici segreti contenuti nei singoli Arcani, svelando elementi che il tempo aveva cancellato, si erano persi per l’usura degli stampi e dei colori o semplicemente per le scelte dei vari stampatori. Ricordiamoci che nei Tarocchi, che si esprimono attraverso un linguaggio ottico, cioè per immagini, nulla è lasciato al caso, e dietro ogni dettaglio, cartiglio o colore si cela un preciso messaggio iniziatico e esoterico. Qui sotto alcuni esempi del mazzo di Conver, come è arrivato fino a noi, comparati con la versione restaurata di Camoin/Jodorowski.

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Un tiraggio secondo i più recenti principi della Tarologia è possibile solo attraverso il Tarot di Marsiglia così restaurato: chi volesse provare la lettura, può contattarmi all’indirizzo e.mail max.arcanonove@gmail.com

TAROLOGIA: un nuovo approccio alla lettura dei Tarocchi

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In una consulenza tarologica non c’è nulla della rigidità e del fatalismo (tutto è già scritto) di una “normale” seduta di cartomanzia. Come disciplina e pratica innovativa, la Tarologia recupera l’autentico significato e uso dei Tarocchi come “macchina metafisica” e non come aleatorio strumento di (sola) divinazione: attraverso ciò che gli Arcani ci dicono del passato e presente di una data situazione, e i possibili futuri, la lettura si sviluppa come una progressiva acquisizione di consapevolezza da parte del consultante, aiutandolo a prendere, da solo, le decisioni più utili e positive per il proprio futuro e la propria evoluzione (con le cosiddette “carte soluzione”, i Tarocchi ci danno consigli che, se applicati, portano a superare i blocchi che ci condizionano, gli ostacoli tra noi e la realizzazione dei nostri desideri). Ma la maniera migliore di verificarne l’efficacia è provare! Per informazioni su una sessione di Tarologia, scrivete a max.arcanonove@gmail.com