L’Arcano XII: L’Appeso

XII.-Appeso_Tarot

Guardando lo schema 3×7, che come più volte detto è la chiave interpretativa che svela il meccanismo e i codici segreti dei Tarocchi, un particolare è immediatamente molto ben evidente: una sola carta è a rovescio, “a testa in giù”, Le Pendu, l’Appeso (XII). Perché tra tutti e 22 gli Arcani è stata inserita questa particolarità, questa “eccezione”? Un legge del Tarot è ben nota, ed è quella della cosiddetta “irregolarità”: va sempre posta molta attenzione a una carta che in una serie si distingue dalle altre per qualcosa. Ebbene, cosa di più eclatante di un unico arcano su 22 a rovescio? Che messaggio fondamentale il Tarot ci sta trasmettendo? Le Pendu è la rappresentazione di un essere umano in evidente difficoltà: è legato, a testa in giù, sottoposto a un supplizio. Nessun altro personaggio dei 22 è in così grande sofferenza, così esplicitamente rappresentata, tranne forse le figurine legate ai piedi del Diavolo, ma loro sono un particolare minore dell’Arcano XV, forse neanche esseri umani propriamente detti. Molto semplicemente, Le Pendu, al di là dei significati archetipici della carta, ci dice questo: se il Tarot rappresenta la difficoltà con l’inversione di una figura, quando in una lettura un arcano qualsiasi viene estratto a rovescio, allora tale inversione ci sta indicando un blocco, uno stallo, un problema che in quel momento il consultante sta affrontando (e che, come già sappiamo, va risolto con l’estrazione di una carta soluzione). Questa interpretazione è rafforzata e confermata da un altro elemento: per una serie di motivi che è troppo lungo affrontare ora, L’Appeso è legato al 22 Arcano, il Mondo, da un rapporto di totale antitesi; dunque la donna che è il grado massimo di realizzazione nel Tarot è contrapposta a un uomo a testa in giù, il suo contrario in tutto. Così al docicesimo arcano, non certo uno dei più “celebri” dei Tarocchi, è affidata forse la più nota, anche ai profani, delle caratteristiche di una lettura di carte: un Arcano rovesciato significa problemi! Quanto ai significati dell’Appeso, ricordiamo: immobilizzazione, attesa, arresto, (ma anche, in senso positivo, introspezione, meditazione prima di una decisione o di un’azione importante), segreto, nascondere, un attaccamento illusorio (il nodo che blocca il piede è fittizio), pigrizia fisica e mentale, tendenze masochistiche o propensione a sacrificarsi e così via (e naturalmente anche l’Appeso può uscire a rovescio…). In una lettura, da un punto di vista “tecnico”, Le Pendu che esce “in soluzione” può suggerire l’opportunità di non agire in una certa situazione e attendere, mentre come ultima carta al futuro risponde senza incertezze “no” alla domanda posta.

Per info sulle letture (la prima sempre gratuita): max.arcanonove@g

La legge della contemplazione e la legge dell’opportunità: i due “pilastri” della saggezza dei Tarocchi

Nel post di apertura di questo sito ho accennato alle leggi della contemplazione (o sguardo) e dell’opportunità come importantissime nell’ambito del metodo “tradizionale” di lettura. Esse possono essere considerate i pilastri su cui si regge la saggezza del TAROT essenzialmente per due motivi: uno più profondo (esoterico) e “filosofico”, connesso all’insegnamento che gli Arcani trasmettono, uno tecnico/pratico, in quanto definiscono le modalità con le quali la lettura si sviluppa.

La legge della Contemplazione o Sguardo: tra le caratteristiche grafiche che distinguono i Tarocchi cosiddetti “di Marsiglia” da tutti gli altri tipi di mazzo c’è sicuramente l’accuratezza con la quale sono disegnati gli occhi di molti dei personaggi degli Arcani Maggiori (le “carte sguardo”) e la precisione con la quale si può individuare la direzione dello sguardo, appunto, degli stessi

sguardo

Ovviamente non è un vezzo dello stampatore, poiché sappiamo che tutto, nei Tarocchi, fin dal più piccolo dei particolari, è un simbolo utilizzato per insegnarci o trasmetterci qualcosa. Individuare ciò che un dato Arcano sta guardando significa comprendere ciò a cui esso “pensa”, dove è rivolta l’attenzione, i timori, le speranze, i pensieri appunto, del personaggio che in quella data lettura è rappresentato da quella data carta. Non scordiamoci infatti che ciò che differenzia il Metodo Tradizionale di Lettura dalle altre tecniche note è il fatto che gli Arcani non limitano il loro ruolo a quello di fissi e immutabili archetipi, ma si incarnano nei personaggi protagonisti della specifica situazione affrontata nel consulto. Così, nell’esempio che segue, La Stella (qui la figlia), ha lo sguardo rivolto verso Papessa (qui la madre), e potrebbe così rappresentare una dinamica nella quale l’attenzione della figlia non è corrisposta dalla madre (che infatti “guarda altrove”)

sguardo 1

O ancora Imperatrice (qui la moglie), guarda verso Imperatore (il marito) e possiamo ipotizzare una situazione di coppia felice, fatta di reciproca attenzione (i due protagonisti si guardano vicendevolmente)

sguardo 2

Questo per ciò che concerne l’aspetto “esoterico”, l’insegnamento trasmesso; dal punto di vista della tecnica di lettura, invece, la Legge della Contemplazione comporta che laddove ci sia una carta “sguardo” va sempre aggiunta, se già non c’è, la carta osservata: questo appunto per capire dove sono rivolti i pensieri, l’attenzione, della prima e dunque cominciare a districarsi nell’interpretazione della situazione. Ed esempio, se abbiamo Il Papa senza nessun arcano alla destra, ne va aggiunto uno (qui come esempio Il Carro)

papa carro

e altrettanto facciamo se abbiamo Bateleur senza alcuna carta alla sinistra

bate sole

e così via… Esistono poi carte che non hanno sguardo (Giustizia, Ruota, Appeso, Diavolo ecc), sono rivolte frontalmente (né a destra né a sinistra) e pertanto non richiedono l’aggiunta di un Arcano.

La legge dell’Opportunità: sul perché le carte rovesciate rappresentino un blocco, un problema, siano insomma un segnale di allarme in una lettura tornerò in futuro, in ogni caso è una delle basi interpretative dei Tarocchi da secoli, a prescindere dal metodo adottato. Le legge dell’Opportunità molto semplicemente ci dice che, in presenza di un Arcano a rovescio, va posta sopra di esso un’altra carta (detta “soluzione”, da disporre sempre dritta) che ne rappresenti la soluzione, ne chiarifichi il problema indicando la possibile via d’uscita in una strada tutt’altro che già segnata. Al di là della valenza metodologica nella pratica e tecnica di lettura, la cosa è forse il punto fondamentale che caratterizza il Metodo Tradizionale: se la Cartomanzia ha l’irragionevole pretesa di individuare un futuro già scritto, dove ciò che deve accadere è già stabilito e va accettato passivamente da parte del consultante, la Tarologia delinea i possibili futuri e dona, tramite le soluzioni, i suggerimenti utili a chi vi si rivolge per prendere le corrette decisioni, effettuare la scelta più opportuna, in una parola, “rimettere in moto il destino” in nome del libero arbitrio. E’ lampante la differenza tra tutto questo e la concezione fatalista e passiva che scaturisce da un approccio cartomantico di vecchio stampo. Due esempi, il primo che affronta problematiche più intime e personali: se ipotizziamo la Ruota a rovescio come la situazione di una persona che è bloccata in una ciclicità negativa, che non riesce magari a accettare la chiusura di una fase della vita e di fatto è emotivamente bloccata, l’estrazione di una carta soluzione come Giustizia suggerisce la necessità di un riequilibrio, di una presa di distanza mentale, magari tramite un aiuto terapeutico (Giustizia personifica anche la psicologia).

ruota giustizia

Il secondo, una situazione di vita pratica: interpretiamo Maison Dieu a rovescio come segnale delle difficoltà in un casa, nel senso proprio dell’abitazione; l’estrazione del Matto con una semplicità lampante e niente affatto banale suggerisce la necessità di andarsene, di un trasloco (Le Mat è colui che si incammina).

maison mat

Questa è stata un’esposizione necessariamente sintetica e esemplificativa: per chi fosse interessato a approfondire, rimando come sempre ai testi specialisici e ai corsi tenuti da Carlo Bozzelli (www.tarocchi.me), del quale ho l’onore di essere studente e discepolo in questo percorso di conoscenza.Ricordo che la prima lettura con me è sempre gratuita e senza limiti di tempo: contattatemi via e.mail (max.arcanonove@gmail.com) o skype (max_viiii), sarò felice di organizzare un consulto con voi.

Max VIIII

Il metodo di lettura utilizzato su questa pagina è radicalmente diverso dagli approcci consueti e più diffusi nella cartomanzia tradizionale; gli innumerevoli tipi proposti dai vari manuali, per esempio la “croce semplice” o la “croce celtica”, tra i più noti, tutti a numero di carte prefissato, si basano fondamentalmente sull’analisi incrociata tra il valore archetipico degli arcani e la loro posizione nello schema di lettura (“a favore”, “contro”, “ambiente” ecc ecc); le letture che ne escono sono molto “rigide”, le carte non hanno vera interazione tra loro, e la loro efficacia si deve di fatto alle doti specifiche del cartomante, alla sua intuizione, empatia, se non addirittura a facoltà paranormali… Un tarologo in senso moderno, invece, non possiede “poteri”, ma deve la sua conoscenza allo studio e all’applicazione, appunto, delle leggi del cosiddetto “Metodo Tradizionale”. Esso intanto non ha un numero di carte stabilito a priori, si parte da 3 fino a utilizzare tutti e 22 gli arcani (minori a parte), e l’aggiunta delle stesse avviene in base a due leggi fondamentali e importantissime, la “legge dello sguardo” e quella “dell’opportunità” (o “carta soluzione”). Senza entrare qui nello specifico, le letture scaturiscono dinamiche e ricche di sfumature e gli arcani/personaggi davvero “parlano” tra loro per condurre a una soluzione soddisfacente del dilemma posto. Essenziale in una lettura così fatta è poi il dialogo costante tra tarologo e consultante: è un’interazione di domande e risposte necessaria per individuare, tra le decine di significati di un singolo arcano, quelli più pertinenti alla situazione in analisi. Ci sono dispute sull’origine di tale metodo; il primo a utilizzarlo fu il grande studioso francese Philippe Camoin, che lo ritiene frutto del suo ingegno (https://it.camoin.com/tarot/-Metodo-lettura-Tarocchi-Camoin-.html); in Italia è diffuso dall’Accademia dei Tarocchi (http://tarocchi.me/), l’associazione presso la quale chi scrive studia, che invece propende per l’antichità di tale metodo, frutto di un sapere tradizionale che, rimasto nascosto nei secoli a opera di iniziati, è ora tornato ora alla luce grazie al messaggio tramandato,in forma occulta, dagli stessi Tarocchi.esempio